Era nell’aria da tempo e il lancio di Facebook Marketplace è stato annunciato quasi in sordina con un post del Director of Product Development Mary Ku.

Probabilmente dietro l’idea di lanciare una funzionalità che permette a chiunque di pubblicare un oggetto da mettere in vendita in ambito locale c’è l’ossessione di Facebook riguardante i feedback e la protezione degli utenti dalle frodi.

Visto e considerato che ci sono ben 450 milioni di utenti che visitano gruppi dedicati alla compravendita, molti dei quali fuori controllo e difficili da moderare, e che troppi sono gli inserzionisti che vendono oggetti “dubbiosi” e che ricevono lamentele da parte degli inserzionisti, perché non affrontare questo enorme settore in modo strutturato?

Difficile però non pensare che Facebook abbia ben considerato il potere di fuoco e la traction che può avere sulla compravendita locale.

Al di là della facilità d’uso per l’utente, che può caricare foto e testi di un oggetto in un attimo, ed un motore di ricerca dedicato, tanti sono le bocche da fuoco che Facebook può mettere in campo:

  • Una straordinaria efficacia sul mobile, canale che ben si adatta alla vendita di merce generica consumer-to-consumer
  • La grande viralità che Facebook può dare ad un oggetto in vendita sfruttando reti di amicizie molto interattive. Di fatto fare in modo che gli amici propaghino un articolo in vendita è quasi naturale.
  • La gestione della prossimità. Elemento molto importante per facilitare la vendita.

Facebook non ha intenzione di gestire il pagamento e gli utenti possono autogestirsi la trattativa privatamente. Non solo, ma pare proprio che il servizio sarà gratuito per un po’ di tempo, almeno fino a che il roll out non sarà completo. Dopo US, UK, Australia, e Nuova Zelanda la sensazione è che l’estensione della nuova funzionalità sarà molto veloce e con ogni probabilità globale.

Non vi sono dubbi che sia una mossa strategica importante al di là della tranquillità con cui Facebook l’ha annunciata.

I primi a farne le spese saranno i vari Shpock o Depot, apps che sono interamente focalizzate su questo business e che tanti soldi hanno speso proprio su Facebook per farsi conoscere.

Anche i vari storici siti di annunci generalisti come Craigslist, Gumtree, Kijiji / Ebay Annunci o Bakeca.it e persino Subito tremano.

L’enorme audience di Facebook infatti è una minaccia tremenda così come il fatto che per queste aziende verrà a mancare l’efficacia dell’advertising e del social media marketing sul colosso dei social. Facebook ha infatti il potere di influenzare i propri utenti, di conoscerli a fondo e di poter sfruttare gli effetti delle reti virali per propagare un oggetto in modo veloce. L’utente non avrà più bisogno di uscire da Facebook, registrarsi su un altro sito o scaricare una app.

Non sono solito annunciare cataclismi ma certo se non è un terremoto poco ci manca. I classifieds non sono solo gli annunci locali ma certo questi sono il motore di molti prodotti che faticheranno a conquistarsi spazi.

E’ evidente come Facebook abbia tradito inserzionisti molto ricchi per inglobare un mercato semplice ma redditizio. Per farlo dovrà conquistarsi però una leadership molto solida perché le minacce sono dietro l’angolo.

Il problema è che questo Facebook se lo può permettere eccome!

 

 

 

 

 

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