Può suonare strano come titolo, chi lo legge penserà che forse mi sto riferendo ad editori minori che non hanno speranze di affermare una propria app. Invece no, mi riferisco a tutti gli editori, anche quelli che possono vantare un brand riconosciuto ed questa è una conclusione che ho tratto semplicemente guardando ai fatti.

Attenzione però, non ho detto che un editore non dovrebbe avere una strategia di “mobile marketing”.

Pensare di ottenere risultati tangibili in termini di revenue da una propria app è ormai utopia. I principali social network, ed in particolar modo Facebook, Twitter e Linkedin adorano il contenuto di qualità, specialmente video, e le loro app non sono solo stabilmente tra le più scaricate ma sono anche quelle che gli utenti tendono ad utilizzare maggiormente per ricercare contenuti.

Specie Facebook, con Instant Articles e con un algoritmo che premia in modo evidente i contenuti video, stà gridando a gran voce il fatto che adora inglobare i contenuti degli editori e si stà ingegnando per mettere a disposizione in grado di monetizzare.

Evidentemente questa disintermediazione da parte di Facebook e per certi versi anche di Google, con le sue Accelerated Mobile Pages che vengono premiate in GNews, può senz’altro spaventare gli editori che vedono il loro brand dipendere da altri, ma questo non deve diventare una scusa per non guardare la triste realtà.

Monetizzare una app è un problema semplicemente perché il sistema non funziona. Troppo facile per gli advertiser acquistare traffico, troppo ridotti i numeri e soprattutto le possibilità di profilare gli utenti con dati all’altezza.

Mancano soluzioni display all’altezza ed il bidding attuale è troppo poco remunerativo persino sui video.

Non ha più senso semplicemente prendere atto del fatto che investire su una propria app è insensato tanto quanto averne una solo per presidiare l’Apple Store e Google Market?

Di fatto Facebook stà diventando una piattaforma di distribuzione di contenuto, specie mobile. E’ possibile agganciare ad Instant Articles il proprio adserver e probabilmente non mancheranno altre soluzioni di monetizzazione.

A mio avviso una saggia strategia di mobile marketing non può prescindere dall’utilizzo di queste piattaforme che sono in grado di fornire due asset:

  • Audience
  • Dati affidabili

Dal momento in cui Facebook necessita di un alleanza, il focus deve essere quello di produrre contenuto di grande qualità. Virale ed al contempo “smart”, veloce ma in grado di generare engagement.

Le piattaforme di distribuzione dei contenuti sono varie ed è importante adattarsi ad esse creando un contenuto nativo che vada ad affiancarsi a ciò che si mostra sul desktop. Così Snapchat, che presto supererà il miliardo di utenti, sembra perfetto per dirette “live” al pari di Periscope. Proprio come Whatsapp, anche Snapchat avrà evoluzioni importanti che permetteranno agli utenti di fidelizzarsi ai brand.

Questo è il momento di creare un audience ed in certi segmenti del mercato dell’editoria è dura farlo con mezzi propri piuttosto che utilizzando piattaforme che danno garanzie.

Come spesso capita, “chi primo arriva meglio alloggia” e soprattutto prima comprende come sfruttare l’audience e valorizzare il proprio brand seppur residente su piattaforme non proprietarie.

Soprattutto, avere una strategia di “mobile marketing” che prenda in considerazione questi strumenti adesso, permette di proteggere il proprio brand da parte di assalti di chi non ha niente da perdere e che punta tutto sulla qualità del contenuto.

Se c’è l’audience, le modalità di monetizzazione arriveranno sicuro!

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