Chi l’ha detto che il mercato del lavoro è in crisi? Lasciando perdere per un attimo l’Italia, dove al momento non succede un granchè, pare proprio che in realtà ci sia un grande dinamismo a giudicare soprattutto dalle tante start-up e dalle innovazioni che negli ultimi anni sono state introdotte.

Dopo un lungo corteggiamento Microsoft si è assicurata Linkedin per la bellezza di 26 miliardi di dollari. Un acquisizione importante che Microsoft dovrà cercare di gestire al meglio per poter rafforzare la sua posizione nel mercato B2B con un prodotto eccezionale che può vantare quasi mezzo miliardo di utenti registrati molto attivi.

Notoriamente Microsoft ha sempre fatto fatica a presenziare i social network ma Linkedin è certamente un asset notevole ed un punto di riferimento per il mercato del recruitment di medio alto livello.

Che dire poi dei 42 milioni di euro ottenuti dalla app spagnola Jobandtalent da Atomico, il fondo d’investimento creato proprio dal fondatore di Skype?

Prodotti come jobandtalent, mobilejob o cornerjob si propongono di sfruttare le potenzialità del mobile per aggredire il mercato di fascia più bassa, quello che richiede meno documenti e CV più semplificati per aderire ad un offerta. Le aspettative non possono che essere che elevate.

Ho avuto modo di presenziare la conferenza RecTech, organizzata da Aimgroup e TaTech ad Amstedam. Un audience notevole fatta da player affermati, start-up e società promettenti come la mia Wickedin, che all’estero sta affermando il brand Sercanto.

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L’idea era quella di avere delle conferme sulla direzione da prendere riguardo allo sviluppo del prodotto e sono lieto di poter dire che sono arrivate.

La novità principale riguarda senz’altro la capacità di utilizzare i “big data” prodotti per fornire tool e risorse utili sia ai candidati, sia alle aziende che offrono lavoro e sia anche alle job board.

Da sistemi dedicati al parsing ed al matching del CV, come quelli implementati da Ziprecruiter, a dati da impacchettare per i candidati al fine di aiutarli ad orientarsi nell’oceano degli annunci.

Strumenti di job posting analytics, come quelli messi in piedi da jobisjob con il suo jobmarketinsights.com o da careerbuilder, grazie all’acquisizione della società specializzata in motori semantici textkernel.

Mi ha molto impressionato la presentazione di thesearchparty.com, un marketplace in cui si aggregano i cv delle società di selezione per essere anonimizzati e arricchiti attraverso la comprensione semantica. Interessante il funzionamento dato che l’employer può facilmente identificare il candidato ideale e contattarlo grazie ad un meccanismo di bidding che retribuisce il possessore del CV ed ovviamente l’azienda che offre il servizio.

La creazione di prodotti generati dai dati è un lavoro complesso ma necessario in un mercato in cui inviare un CV è diventato troppo facile e le aziende necessitano di processi ottimizzati in cui si predilige la qualità alla quantità.

L’altro elemento innovativo riguarda invece il programmatic advertising, ossia la possibilità per le aziende non solo di pubblicare un offerta su più mezzi contemporaneamente, non certo una novità, ma quella di poter profilare al meglio una pubblicazione e quindi limitare il numero delle applicazioni rispetto al target. Società come appcast.io o onrecruit.eu sono solo alcune delle aziende presenti che si occupano di questo servizio in modo largamente automatizzato. La prima si è addirittura spostata già sul “per per applicant”, un modello a performance molto logico al quale il mercato dei media in questo settore dovrà certamente riferirsi.

Un’opportunità, quella del programmatic job posting, che si auspica Monster ma non Infojobs e sulla quale esistono contraddizioni sulla possibilità che se da un lato può migliorare il ROI degli inserzionisti, dall’altra può invece mettere in pericolo la monetizzazione delle job board più dominanti.

Sicuramente più interessante per i vertical aggregator come noi, che possono valorizzare il proprio invenduto.

Infine, l’employer branding. Sempre più decisivo il ruolo delle recensioni e dei dati forniti dai candidati o dagli stessi lavoratori. Informazioni apprezzatissime dagli utenti su cui puntano molte piattaforme come Glassdoor o Kununu, che è stata acquisita dalla piattaforma di networking Xing.

Sicuramente non è possibile far tutto, ma è importante muoversi nella giusta direzione per avvicinare il candidato al lavoro che sta cercando.

 

 

 

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