Una volta c’era l’auto-scatto. Non un operazione semplice quando lo smartphone era un semplice telefonino privo di macchina fotografica.

In effetti dovevi usare una fotocamera e impostare lo scatto, posizionarti davanti ad essa accertandoti di essere alla giusta distanza per aspettare il fatidico click.

Il termine “selfie” invece ha ormai una sua collocazione precisa anche all’interno del vocabolario: “una fotografica fatta a se stessi con uno smarphone o una webcam che ha lo scopo di essere condivisa sui social media”.

In altre parole, il modo più frenetico di mettere il proprio “se” a disposizione di tutti. E’ stata fatta un bel po’ di ricerca per capire meglio questo fenomeno e comprendere come questa sorta di annuncio di se stessi permette alle persone di esplorare la propria individualità e quindi creare una storia da raccontare agli amici e chi ci segue.

Ma ovviamente nel selfie c’è anche la sintesi del nostro egocentrismo, quasi egoismo. La costante ricerca dell’approvazione della propria apparenza fisica dai propri pari attraverso approvazioni e interazioni positive.

Non si può sbagliare un selfie, è importante usare la giusta altezza, una luce adeguata….Si è persino sviluppata una tecnica di realizzazione con tutorial realizzati da influencer e molti social, come ad esempio Snapchat o Instagram, aiutano con filtri, lenti ed effetti di vario genere per permettere il selfie perfetto.

Ma che effetto ha questa ondata di narcisismo dal punto di vista psicologico? Secondo uno studio di “Wickel” dello scorso anno, il 97,8% dei partecipanti al sondaggio hanno affermano che la popolarità di se stessi è determinata dal quanti like o commenti positivi ricevono sulla foto del proprio profilo e sull’aggiornamento del proprio status. Il 90,2% ha confermato che la ragione per cui pubblicano selfie è solo per ricevere conferme attraverso “mi piace” o commenti lusinghieri. Altre ricerche hanno dimostrato che la psicopatia, intesa come impulsività e mancanza di self-control ed il narcisismo sono entrambi fenomeni associati ai numero di selfie pubblicati. Allo stesso tempo, la mercificazione di se stessi è connessa alle operazioni di editing delle fotografie.

Il narcisismo può essere definito come l a ricerca incessante dell’adorazione da parte di altri insieme ad un modo di pensare ed ad un comportamento egoistico. Un caratteristica che è ancora più presente tra i cosiddetti millennials e che è legata in modo indissolubile alla depressione. Il valore che si attribuisce a se stessi è infatti legato alla dipendenza dal bisogno di affermazione esterna e di conseguenza il vero “se stesso” viene messo in secondo piano rispetto a quello fittizio che viene costruito in funzione di cosa si aspettano gli altri. Inutile dire che l’esplorazione della propria identità è ancora più delicata durante l’adolescenza e la distorsione provocata da questo eccesso di narcisismo può recare danni da non sottovalutare.

Sebbene la parola “selfie” sembri innocua, è importante prendere in considerazione l’influenza psicologica che può avere sulle giovani generazioni. E’ infatti ipotizzabile che nell’arco dei prossimi dieci anni sorgano nuove patologie relativi a disturbi psicologici legati ai social media.

Siamo forse troppo apprensivi sul modo in cui si appare? L’ossessione per noi stessi è una caratteristica della razza umana che ha radici profonde nel passato.

Nell’antico egitto, venivano messi dei ritratti dei Faraoni nelle loro stesse tombe per immortalarli. Durante il rinascimento, era normale avere ritratti di noi stessi in casa semplicemente per mostrarli agli ospiti e vantarci.

Analogamente, nel ventesimo secolo, ingaggiavamo un fotografo professionista per realizzare una bella foto di noi stessi e della famiglia da mettere in cornice in casa o nel proprio ufficio. Sempre animati dalla voglia di apparire nel modo migliore.

II desiderio delle persone di esprimersi attraverso auto-ritratti è stata una costante per secoli ma oggi la facilità con cui si può scattare, modificare ed distribuire una propria immagine è diventata micidiale grazie ai social media.

Che tipo sei tu? Sei un professionista dei selfie o preferisci guardare quegli degli altri e commentarli?

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